Ghost in the Shell 2: Innocence


Mamoru Oshii è uno degli autori più innovativi dell’animazione Giapponese. Il suo stile, fatto di perfezione registica, lentezza della narrazione e riferimenti filosofici, sono oramai un marchio di fabbrica.

Innocence è l’ideale seguito di Ghost in the Shell, straordinario film del 1995 diretto dallo stesso Oshii. A differenza del manga da cui è tratto, l’anime contiene diverse citazioni e riflessioni filosofiche, riuscendo però a sintetizzare perfettamente i concetti di Shirow Masamune (autore originale).

Sorretto da un impianto visivo di bellezza stordente e da una cromaticità che esalta l’atmosfera cyberpunk, Innocence affascina per la storia narrata in forma di noir.
Una serie di cyborg da compagnia (Ginoidi) si ribella uccidendo i proprietari; ad indagare, sono: lo spigoloso Batou e l’inesperto Togusa: gli agenti della Seziono 9, per i crimini cibernetici.

Opera dalla densità concettuale paragonabile al cinema di Stanley Kubrick, con fonti d’ispirazione che vanno dalle bambole di Hans Bellmer al “Manifesto Cyborg” di Donna Haraway, il film pone domande quali: qual’è la peculiarità che differenzia gli umani dai cyborg?
Che senso ha il suicidio di massa?
Interrogativi a cui è lo spettatore che deve rispondere, poiché Ghost in the Shell, come al solito, stimola una riflessione.

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2004.

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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. francesco4169
    Set 10, 2013 @ 12:58:31

    Questa è una delle più belle, sintetiche, intelligenti e “stimolanti” recensioni che io abbia mai letto sui Ghost di Oshii.
    L’accostamento a Kubrick è quanto di più azzeccato si potesse fare.
    Quanto alle riflessioni ispiratemi dai Ghost (1,2, sac), non mi permetto di esternarle perchè ho saputo che non c’è più posto alla “neuro” …
    Notevole davvero. Complimenti.
    Le bambole di Hans Bellmer hanno popolato spesso i miei “incubi(?)” e sono state fonte di ispirazione per molti miei disegni e molte mie tele.
    Non approvo le premesse “ideologiche” di Bellmer, ma l’arte è arte e non si discute. Chi ama da quasi tre decenni il surrealismo tende ad occuparsi più di sensazioni che di “critica della ragion pura”.
    Oltre ad un video su Bellmer (la parte introduttiva beh, vedila come un fattore X inevitabile o quasi) ti posto qualche altro esempio di stupende “Dolls”.
    A presto.
    PS: Ho visto il secondo ep di Kino no tabi. Da buon animalista mi sono un po’ rammaricato per la violenza sui conigli ma, come prevedibile, tutto era funzionale al geniale ed inaspettato finale che ha rivelato anche le “doti” da esperta di sopravvivenza della protagonista. Adoro Hermes; affidabile e “cinico”!
    Bye (non ho ancora lo 00. Presto l’avrò)

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  2. francesco4169
    Set 10, 2013 @ 12:58:48

    Rispondi

  3. francesco4169
    Set 10, 2013 @ 13:33:09

    Rispondi

  4. animefanpuntoit
    Set 10, 2013 @ 18:05:37

    Grazie del complimento e dei video 🙂

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