Kiznaiver

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Chi non si è mai sentito solo almeno una volta nella vita? Chi non si è mai chiesto: “a cosa servono i social network, se le persone non provano empatia tra loro?”.
A questi interrogativi prova a dare una risposta “Kiznaiver”. Lo fa attraverso un’analisi che parte da una storia SCI-FI, ma che in realtà è un pretesto per un dramma esistenziale che ha come protagonisti sette ragazzi; ognuno coi propri problemi e insicurezze, ognuno “legato all’altro” dal misterioso “progetto Kizna”.
Mari Okada scrive una sceneggiatura esemplare: non analizza uno ad uno i personaggi, ma li unisce tramite le loro solitudini e disagi. Di tutto rispetto il comparto visivo, con fondali estremamente realistici e scenografie molto curate nei dettagli.

Concludendo, si può valutare questa serie anime come un prodotto maturo e sufficientemente fruibile. Una serie “fresca” e intelligente; uno dei migliori anime della stagione primavera 2016.

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Si alza il vento

Jiro and paper airplane_outCi sono anime che ti entrano nel sangue, ti attraversano e ti lasciano una gioia profonda. Si alza il vento , l’ultimo film di Hayao Miyazaki, (ormai ritirato dalla regia), è un “qualcosa” che ti penetra l’anima.

La storia è quella, semi-autobiografica del progettista di aerei Jiro Horikoshi, famoso per aver creato il caccia Mitsubishi A6M Zero. L’idea del film nasce anni addietro da un manga dello stesso Miyazaki, il quale, però, non era convinto della possibilità di realizzarne un film, per il fatto che la storia è molto adulta, quindi poco gestibile da un punto di vista commerciale. Alla fine il film si fa, sotto la spinta del produttore Toshio Suzuki. Il risultato è una meraviglia per gli occhi e per lo spirito: a differenza delle altre opere di Miyazaki, qui manca l’elemento fantastico, (fatta eccezzione per le incursioni oniriche nella mente del protagonista), proprio per questo motivo la sceneggiatura è ancora più robusta; e il comparto scenografico aumenta l’effetto ipnotico. Registicamente Miyazaki è in grandissima “vena”, conferendo ai personaggi un’eleganza sublime nei movimenti, grazie anche al consueto “gusto” dello Studio Ghibli.

Si alza il vento è un’opera completa, capace di trasmettere emozioni e un velo di tristezza, tipica dell’animazione che ti tocca nelle corde più intime.

Wolf Children

wolf childqenHana, giovane studentessa Universitaria, si innamora di un uomo lupo. Dalla loro unione nascono Yuki (neve) e Ame (pioggia), due bambini di razza mista.
Dopo la morte del padre, Hana è costretta a crescere i figli fra mille difficoltà e stenti, fino ad arrivare a prendere la decisione di trasferirsi in una zona isolata di campagna per proteggere i piccoli dalla diffidenza umana e fargli scoprire il loro lato animalesco.
Wolf children di Mamoru Hosoda è una di quelle cose che ti fanno ancora dire: “viva l’animazione Giapponese !” Un prodotto slegato dalle logiche commerciali che strozzano le serie anime degli ultimi anni. Il film è denso di emozioni e sensazioni: una normalità gestuale quotidiana, rappresentata nelle movenze della giovane madre e dei suoi figli. Ma anche una storia d’amore, alienazione e duplicità, (ragione e istinto), che scorre fluente per animazioni incantevoli e ritmo narrativo lento e dolcissimo.
Un anime da vedere assolutamente, per apprezzare la poesia di una storia agro-dolce e indimenticabile.

Aoi Bungaku (Letteratura Blu)

Ci sono case di produzione che, per fortuna, non seguono la linea del “commerciale ad ogni costo”, ma realizzano anime con un contenuto. Una di queste è la prestigiosa Madhouse.

Aoi Bungaku, letteralmente “Letteratura Blu”, è un anime di 12 episodi prodotta da Madhouse, che adatta sei romanzi classici della letteratura giapponese moderna: Lo squalificato, di Osamu Dazai, Sotto la foresta di ciliegi in fiore, di Ango Sakaguchi, Il Cuore delle Cose, di Sōseki Natsume, Corri Melos, di Osamu Dazai, Il Filo del Ragno, e La Scena dell’Inferno, di Ryūnosuke Akutagawa.

Sei personaggi che compongono una galleria di dipinti animati dai colori forti e compatti, con i denominatori comuni della follia, dell’insicurezza e senso di inadeguatezza.
Queste peculiarità si possono rintracciare soprattutto nel primo adattamento: Lo squalificato, che racconta la storia di Yōzō e della sua vita tormentata nella sua quasi impossibilità nel rapportarsi con altre persone; nell’episodio più cupo e introspettivo della serie.

Aoi Bungaku è anche un gioiello di stile, che vanta nomi del calibro di Takeshi Obata, Tite Kubo e Takeshi Konomi, per un design simile tra loro, affilato e dal tratto magistrale per realismo.

Questo è in sintesi Aoi Bungaku: « “I capolavori sono blu”: il blu rappresenta il colore della tristezza della tragedia, solo i capolavori ci fanno percepire il dolore. »

(Narratore, primo episodio)

Colorful

Lo Studio Sunrise è famoso per aver prodotto alcuni dei capisaldi dell’animazione Giapponese, quali: Gundam, e Cowboy Bebop.Negli ultimi anni però, Sunrise ha deluso, realizzando prodotti di mediocre qualità.

Con Colorful, questo Studio, torna all’animazione matura, per un film tratto dal romanzo di Eto Mori, che affronta tematiche quali: l’accettazione di se stessi, il confronto con la realtà ed il rapporto conflittuale, ma allo stesso tempo identificativo con i genitori.

La storia racconta l’avventura di un’anima “perduta”, che viene incarnata nel corpo di Kobayashi Makoto, un quattordicenne che ha tentato il suicidio. L’anima, dovrà superare una sorta di esame per poter rinascere.

Come già detto, il film tratta temi forti; lo fa, a volte, con troppa semplicità, ma anche con molta naturalezza e delicatezza.
Dal punto di vista tecnico Colorful non è nulla di straordinario, anche se vanta un bel character design, semplice e tondeggiante, che ricorda vagamente lo stile di Tezuka, e ottimi fondali molto realistici.
Piena di sostanza la sceneggiatura, che alterna momenti di calma ad altri drammatici.

In definitiva, Colorful è un ottimo film che lancia un messaggio chiaro: siamo composti da mille colori, come un dipinto, e dobbiamo accettarci per ciò che siamo, nel bene e nel male.

Vincitore del premio (2010) Mention Spéciale Prix du public al Festival di Annecy e del Prix du public.