Death billiards

Death billiards è un corto del 2013 per Anime Mirai, prodotto dalla Mad House. La storia, che coinvolge da subito lo spettatore, è ambientata in un locale molto particolare, dove si arriva per mezzo di un ascensore. Uno strano barman invita un giovane ed un anziano a giocare una partita di biliardo con delle regole molto ambigue.

Death billiards si distingue per un character design realistico ed una atmosfera accattivante. 28 minuti forse non sono sufficienti per esprimere al meglio il contenuto di questo anime, ma il regista e sceneggiatore riesce mescolare bene gli elementi psicologici per un buonissimo prodotto finale.

 

Shinsekai Yori

shinsekaiL’animazione Giapponese è un medium e, come tale, ha le sue peculiarità e un suo linguaggio. Gli anime possono trattare tematiche forti e mature, lo fanno a loro modo: per vie traverse, attraverso metafore e contesti surreali.

Shinsekai Yori è una serie del 2012 tratta dal light novel di Yusuke Kishi, che affronta il tema dell’eugenetica. La storia è ambientata mille anni nel futuro, dove l’umanità è “rinata” dopo un misterioso evento. Il contesto è un’isola bucolica dove gli abituarti vengono tenuti sotto controllo da un comitato di saggi. Cinque ragazzi dotati del potere della telecinesi scoprono  la terribile verità …

Questa è stata  la serie migliore del 2012 perché, oltre al tema già accennato, parla anche della manipolazione delle masse, anche tramite la sessualità, (i protagonisti sono bisessuali).

La sceneggiatura è fluida ed efficace, grazie anche alla voice-over della protagonista che accompagna tutti gli episodi. L’unico neo sono le animazioni molto altalenanti della A-1 Pictures, ma ci può stare…

Per il resto Shinsekai Yori è un prodotto intelligente e riflessivo.

Jin-Roh

jin-roh_the_wolf_brigade_299_1024Nel 1999 Hiroyuki Okiura, character designer di Ghost in the Shell e di Innocence, dirige un film esemplare per realismo e contenuto.

Jin-Roh è tratto dalla Kerberos Saga di Mamoru Oshii: un’opera multimediale che comprende anche una serie di manga.

Il film, scritto dallo stesso Oshii, è ambientato in un universo storico alternativo e distopico. Nello specifico,  Jin-Roh, fà riferimento alla fine degli anni 60, contesto nel quale il Giappone viveva fortissime contestazioni sociali, con atti di terrorismo contro l’ingerenza delle politiche Statunitensi.
Oshii consegna a Okyura una sceneggiatura straordinaria, strutturata su almeno tre livelli narrativi: il comportamento umano in “branco”, la scissione dalla realtà di una mente malata e, in chiave metaforica, la fiaba originale di Cappuccetto Rosso. Ma, l’idea di fondo di Okiura e Oshii, è che le corporazioni governative tendono ad assumere i comportamenti degli individui e viceversa.

La regia di Okiura è eccellente, in particolare nel descrivere le atmosfere cupe e lo sfascio di una società.

Un capolavoro assoluto, capace di raccontare una realtà in chiave psicologica e sociologica.

Mawaru-Penguindrum

Kunihiko Ikuhara è uno dei pochi veri creativi nel panorama dell’animazione Nipponica. Dopo una breve parentesi alla Toei Animation, dove ha diretto alcune serie di Sailor Moon, Ikuhara da le dimissioni in cerca di indipendenza creativa, e, nel 1998 crea e dirige l’acclamato, ambiguo e bellissimo La Rivoluzione di Utena. Dopo 12 anni di assenza dalla scena, Ikuhara torna ad ideare un anime.

Mawaru-Penguindrum parte lentamente, per poi, dopo 3 o 4 episodi, prendere ritmo rivelando tutto il suo potenziale.
Il destino, il sacrificio e la condivisione del bene e del male: questo è lo spessore di cui è intrisa la serie. Il destino di Himari e dei suoi fratelli che si sacrificano per lei e per trovare il misterioso Penguindrum. La sceneggiatura funziona come tessere di un puzzle che si incastrano perfettamente l’una con l’altra, in un cerchio che avvolge i personaggi.

Ancora una volta Ikuhara rompe gli stereotipi visivo-narrativi dell’animazione Giapponese con espedienti metaforici simili a quelli di Yuasa, (geniale la trovata di stilizzare e rendere bianche le comparse sullo sfondo) per questo CAPOLAVORO, il cui unico difetto sta nell’eccesso di simbolismo concettuale dell’autore.

Per il resto, Mawaru-Penguindrum è una produzione di altissimo livello; dalle musiche (splendide le due opening), alle animazioni, al character design, per quello che è l’anime nettamente migliore dell’anno scorso.

Aoi Bungaku (Letteratura Blu)

Ci sono case di produzione che, per fortuna, non seguono la linea del “commerciale ad ogni costo”, ma realizzano anime con un contenuto. Una di queste è la prestigiosa Madhouse.

Aoi Bungaku, letteralmente “Letteratura Blu”, è un anime di 12 episodi prodotta da Madhouse, che adatta sei romanzi classici della letteratura giapponese moderna: Lo squalificato, di Osamu Dazai, Sotto la foresta di ciliegi in fiore, di Ango Sakaguchi, Il Cuore delle Cose, di Sōseki Natsume, Corri Melos, di Osamu Dazai, Il Filo del Ragno, e La Scena dell’Inferno, di Ryūnosuke Akutagawa.

Sei personaggi che compongono una galleria di dipinti animati dai colori forti e compatti, con i denominatori comuni della follia, dell’insicurezza e senso di inadeguatezza.
Queste peculiarità si possono rintracciare soprattutto nel primo adattamento: Lo squalificato, che racconta la storia di Yōzō e della sua vita tormentata nella sua quasi impossibilità nel rapportarsi con altre persone; nell’episodio più cupo e introspettivo della serie.

Aoi Bungaku è anche un gioiello di stile, che vanta nomi del calibro di Takeshi Obata, Tite Kubo e Takeshi Konomi, per un design simile tra loro, affilato e dal tratto magistrale per realismo.

Questo è in sintesi Aoi Bungaku: « “I capolavori sono blu”: il blu rappresenta il colore della tristezza della tragedia, solo i capolavori ci fanno percepire il dolore. »

(Narratore, primo episodio)