La Storia della principessa splendente

principessa

Dopo più di un anno, torno ad occuparmi di anime: lo so è passato molto tempo dall’ultimo aggiornamento, ma tra un impegno e l’altro, è difficile assimilare quello che vedo; di conseguenza è molto complicato scrivere recensioni. Ho deciso comunque di scegliere qualche titolo e descriverlo al meglio possibile. Fatta questa dovuta premessa, comincio a parlare de: La Storia della principessa splendente di Isao Takahata.

Dopo una gestazione durata otto anni (il film è uscito in Giappone nel 2013). Takahata torna alla regia, con l’adattamento della fiaba popolare “Taketori Monogatari”: racconto ambientato nell’epoca feudale, incentrato su Kaguya; una bambina (Dea) nata da una canna di bambù, e adottata dal vecchio Taketori e sua moglie, che la crescono come loro figlia.

Visivamente il film è potente: ogni immagine è un dipinto del passato, che descrive il Giappone medievale, con i suoi vasti campi da coltura, i suoi castelli, i suoi principi e vassalli. Lo Studio Ghibli ha riunito i migliori animatori, intercalatori e artisti del colore, per creare un affresco artigianale di rara manifattura.

Emozioni trasmesse per immagini, ma non solo… La Storia della principessa splendente è anche un racconto di rimpianto e accettazione di sè stessi: Kaguya è prigioniera della propria bellezza che le conferisce uno status nobiliare, quando in realtà rimpiange la sua infanzia e i compagni di giochi.

Il film ha vinto numerosi riconoscimenti ed è stato presentato al festival di Cannes 2014.

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Si alza il vento

Jiro and paper airplane_outCi sono anime che ti entrano nel sangue, ti attraversano e ti lasciano una gioia profonda. Si alza il vento , l’ultimo film di Hayao Miyazaki, (ormai ritirato dalla regia), è un “qualcosa” che ti penetra l’anima.

La storia è quella, semi-autobiografica del progettista di aerei Jiro Horikoshi, famoso per aver creato il caccia Mitsubishi A6M Zero. L’idea del film nasce anni addietro da un manga dello stesso Miyazaki, il quale, però, non era convinto della possibilità di realizzarne un film, per il fatto che la storia è molto adulta, quindi poco gestibile da un punto di vista commerciale. Alla fine il film si fa, sotto la spinta del produttore Toshio Suzuki. Il risultato è una meraviglia per gli occhi e per lo spirito: a differenza delle altre opere di Miyazaki, qui manca l’elemento fantastico, (fatta eccezzione per le incursioni oniriche nella mente del protagonista), proprio per questo motivo la sceneggiatura è ancora più robusta; e il comparto scenografico aumenta l’effetto ipnotico. Registicamente Miyazaki è in grandissima “vena”, conferendo ai personaggi un’eleganza sublime nei movimenti, grazie anche al consueto “gusto” dello Studio Ghibli.

Si alza il vento è un’opera completa, capace di trasmettere emozioni e un velo di tristezza, tipica dell’animazione che ti tocca nelle corde più intime.

Princess mononoke

mononokeHayao Miyazaki è il più conosciuto autore di anime in occidente. Il fondatore dello Studio Ghibli, che ha recentemente dichiarato il suo ritiro dall’attività di regista, ha uno stile riconoscibile anche dai non appassionati. L’estetica di Miyazaki è semplice e immediata, fatta di ambienti naturali e di riferimenti allo Shintoismo (Kami e mitologia compresi).

Princess mononoke è, assieme a La città incantata, il capolavoro assoluto di Miyazaki. In questo film il regista è più realista e meno utopico del solito; descrivendo una guerra del periodo Muromachi dove non si fanno prigionieri e non ci sono vincitori ne vinti.

I personaggi sono caratterizzati splendidamente: il forte e intelligente principe Ashitaka e la ruvida ragazza lupo San non sono banali, ma aggiungono interesse alla storia. Registicamente Miyazaki è perfetto, con lunghe sequenze sugli spiriti della foresta e raffinati dettaglii delle case dei nobili.

Film del 1997, Princess mononoke è un’opera fruibile e diretta, nella tradizione Ghibli.

Il segreto della spada del sole

Isao Takahata è il co-fondatore dello Studio Ghibli. Vissuto per anni all’ombra del socio Miyazaki, Takahata è sicuramente uno dei primi sperimentatori dell’animazione Giapponese.

Il segreto della spada del sole (uscito in Italia col titolo  La grande avventura del piccolo principe Valiant), è un prodotto del 1968 della Toei Animation.  Il film è il primo lungometraggio di Takahata e lo  si può considerare come un prototipo dei futuri anime. Si può notare infatti la presenzia dello stile Disneyano di riferimento all’epoca, con tanto di animai parlanti, ma anche un primo tentativo di distacco da esso, con alcune scene di violenza mai esplicita.

La storia è narrata con infinita delicatezza e soavità tramite animazioni fluide, come anche il personaggio principale (Horus), che si muove nel classico contesto rurale Ghibliano viene tratteggiato in modo limpido, ma non ingenuo.

Il limite de Il segreto della spada del sole è l’eccessiva semplicità della trama che, tuttavia, ha un contenuto e  rimane fruibile anche allo spettatore adulto.

Un buonissimo prodotto, da apprezzare soprattutto per gli anni che porta sulle spalle.